Alida Mazzaro

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AL MARKET DELLA FELICITA’


A coloro che cercano la felicità, a quelli che “sognano di vivere i propri sogni”, a quelli che “yes you can”, a quelli che incontrano felicità negli occhi del guru  riempiendo la loro casa di parole “sei un’anima meravigliosa “ “sei bellissima”, a coloro che trascorrono in compagnia di  centinaia di persone un fine settimana  wordsalcoholic, a coloro che cercano la pace nei mercati della felicità, pieni di prodotti a basso ed a alto costo ( non è  certo che l’alto costo dia certezza di qualità).

A coloro che cercano il significato della loro vita e delle ferite che l’hanno attraversata, a coloro che credono che l’amore sia un bisogno ed un tempo da riempire, a coloro che il cervello è più potente del cuore ed il cuore più potente del cervello, a coloro che credono di esistere solo nelle pupille dell’altro, a coloro che sono  certi che il domani sarà meglio, a coloro che sono infelici perchè non hanno mai visto la felicità ed allora non la riconoscono.

A coloro che sognano  di diventare Ulisse  tessendo la tela di Penelope, che trascorrono il tempo a guardarsi l’ombelico pagando un orecchio che li ascolti, a coloro che conoscono la tecnica che scioglie i traumi in 3 incontri, ed  a quelli che la felicità porta i soldi.

Non andare al mercato della felicità dove si vendono corsi di autoconsapevolezza, di respiro, di  suoni e di campane, di tecniche per diventare felici in 48 ore, di  yoga per diventare belli, di consapevolezza, di mantra,di costellazioni e di danze tribali.

Non andare al mercato dove si consumano i sogni  e gli imbonitori ti  riempiono di certezze, le loro.

Cerca  il significato della tua vita, che sia camminare nel deserto, o pulire le strade, o insegnare ai bambini. Accetta quello che stai facendo, fallo con amore, studia ed esperisci  cose diverse e poi  scegli ciò che vuoi. Rispetta le persone che hai  in questo momento come compagni di viaggio,  cerca le risposte alle  domande in te, a volte l’altro è uno specchio a volte è un tunnel, a volte un muro invalicabile. Spesso ci riflette, spesso no. Se cerchi un maestro, trova un tecnico, quelli senza contraddizioni, quelli coerenti, quelli che chiedono cifre possibili,  quelli che non hanno bisogno di diventare ricchi lavorando sui disagi degli altri,  quelli che hanno una vita quieta e non promettono risultati, ma  stimolano a cercare la propria via.

Non consumare  corsi di consapevolezza, di meditazioni, di apericene, di camminate consapevoli, di scritture creativa, non consumare.

Allenati  nel coraggio di vivere, fai delle piccole e delle grandi azioni, il cinema da solo, il viaggio da solo, il viaggio in compagnia, scrivi, dipingi, cuci. Esplorati. Ascoltati. Riempiti.

Guarda con occhio critico quello che fai e accettalo, cercando di renderlo tuo. Impegnati, fatica, soffri per raggiungere il tuo obiettivo. Che non è la felicità ma il piacere di vivere, che cammina sottobraccio al dolore.

Annusa con diffidenza  i sorrisi eccessivi, gli abbracci lontani e fidati di te. L’altro non è più felice di te, non è meglio di te, non è più realizzato di te.

Qualche piccola considerazione sui tuoi talenti, limiti, infelicità e paure e poi buttati con coraggio nel cielo della vita.


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La Cura

 La donna cura, si occupa dei figli, degli amici, del marito, accarezza, cucina, ascolta, è attenta. Insegna a guardare, a percepire gli odori gli errori le lacrime ed i bisogni. La  donna sa dove andare ad accarezzare, a spostare, a  piangere con, a comprendere.

Le donne curano.

L’uomo cura, apre le porte, regala fiori, avvolge, offre un te, ascolta l’inquietudine, prepara il cibo,  cammina alla tua destra, riempie di coraggio, sorride.

Gli uomini curano.

La cura è. Maschile e femminile.

Accettiamola sempre.

La cura è condivisione.


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l’ALBERO ZEN

Sono stanco. Ma proprio… sono stanco. Di che? Sono stanco di stare sempre qui, allo stesso posto. Oh per l’amor di Dio, il posto è bellissimo, clima gradevole, gente simpatica, vino rosso e buon formaggio.  Ma vorrei vedervi, sempre nello stesso posto, io che sono nato per viaggiare, conoscere luoghi nuovi, vedere tramonti e albe diverse tutti i giorni. Ed invece qui.

Sempre qui.

Del resto sapevo che la scelta di inlegnazione era questa. Radici radici e radici. In questa vita devo imparare a stare.

Sono un albero.  Sono molto bello, alto, con un giro vita delizioso e una chioma che ricorda molto quella di Jimmy Hendrix (un chitarista americano degli anni 70, per chi non lo ricordasse). Devo dire che purtroppo anche io, in questi ultimi cento anni,  inizio ad accorgermi del tempo che passa. Le rughe sulla corteccia si  vedono,  le mie foglie sono meno plastiche e colorate e sopratutto i rami sono diventati talmente fragili che hanno bisogno di un sostegno. Legnoporosi?

Non mi ricordo quando sono nato. Nessuno  lo ricorda. Il tempo non ha tempo.

I primi anni sono stati i più difficili. La nascita e l’adolescenza  mi hanno consumato d’energia. Molte sorelle e molti fratelli sono morti intorno a me: mangiati, di malattia, di morte violenta oppure semplicemente perché erano deboli e non abbastanza motivati. Io sono qui, invece.

Pensate, sempre qui, non un giorno che so, al mare, a cena fuori, ad un concerto, a giocare a tennis, semplicemente a camminare. Sempre qui.

Comunque, mentre il tempo trascorreva ed io  qui, a pensare,  ho compreso. Come era quella frase” Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto”? Io me ne sto qui e  intorno a me accade di tutto. Io fermo. Zen.

Alla fine, la mia vita da albero Zen   è facile. Vedo tutti muoversi intorno a me, cani, rondini, merli, topi, formiche. Tutti, proprio tutti. Chi vola, chi corre, chi cammina. Tutti si spostano.

Sedendo quieto, non facendo nulla, la primavera arriva e l’erba cresce da sola.

Anche io ci ho provato, a  muovermi, ma  le radici non si staccavano dalla terra e quando due di loro sono andate in superficie, pronte ad andarsene, non avevano più cibo per vivere e sono morte. Il mio muovermi è diverso da quello di altri esseri terrestri. I tempi sono diversi. Si muovono le foglie, i rami, le radici. I tempi sono diversi. E così sono diventato un albero zen.

Il vento non si muove. La bandiera non si muove. E’ la mente che si muove.

Quante cose ho fatto e visto in questi  anni !!! Con la maturità, è arrivata la comprensione: ho capito che non è il movimento a rendere più bella la vita, bensì l’ascolto. E arrivano tutti: i gatti a arrotare le unghie sulla corteccia ed a raccontarmi le loro storie d’amore, gli scoiattoli a correre sui rami  parlando delle loro famiglie e dei loro denti, gli umani a  sedersi sotto la mia ombra e le formiche a ripararsi dalla pioggia.

Sono una cattedrale dove tutti si fermano a pensare.

Centinaia di fiori in primavera, la luna in autunno, la brezza fresca d’estate, la neve in inverno. Se non occupi la tua mente in inutili cose,ogni stagione è per te una buona stagione.

Il Grande Albero Sacro , il filosofo, quello che di tutto sa e che comprende quello che non vediamo, spesso ci narra di  Alberi Sacri. Noi siamo qui, fermi, immobili. Dobbiamo difenderci da mille nemici, dalle formiche e dagli insetti e dai virus che ci fanno ammalare, dagli umani che ci vogliono continuamente lobotomizzare e tagliare rami, radici e tutto quello che passa per la loro testa strana. Piove, c’è il sole, la neve, e noi sempre qui.

Se capisci, le cose sono così come sono. Se non capisci, le cose sono così come sono.


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Inno per la Passione

La Passione esiste, insiste, persiste non è altro. Solo e tanto, soltanto Passione.

Attenti a non perdere la Passione perché  spesso viene messa  in una tasca bucata, così cade a terra e non la troviamo più. L’appoggiamo con noncuranza  vicino alla carta igienica, senza accorgecene la usiamo e poi non la ritroviamo più.

Passione è cugina di Speranza, figlia di Forza e zia di Ideale, spesso ha amato carnalmente Ribellione, senza figliare mai.

Come facciamo a riconoscerla, Passione viva, Passione dolce, Passione Tranquilla, Passione Amara, Passione romantica, Passione Piena, Passione Passione Passione.Quando l’aria è carica  di Passione,  cuore è la sveglia  delle 5 del mattino e non c’è interruzione  ma  continua continua continua a battere cuore  perché   sangue non smetta di essere baciato da Passione. Quel  nostro sangue  pieno di piombo, di tossine, di vitamine senza vita e piena di pallottole in anfratti senza sole.

La Passione persa non sappiamo che fine abbia  fatto, perché non esiste bottega  mercato  centro commerciale dove vendano Passione a 5, 10, 50 o 1000 euro al minuto. E ti bussano alla porta i venditori di passioni, gli imbonitori  che sanno che  la passione non si vende, e tantomeno  si compra. Fingono di insegnarti a vivere la passione, ma attenti è solamente una finzione.

I bimbi  vedono la Passione e la riconoscono perché Lei  si muove giocando e ridendo con loro. Ogni momento  è annaffiato da Passione: il bacio al gatto il litigio con l’amichetto i baci con la mamma e l’amore per la maestra. Ovunque il colore rosso della Passione. Non ricordo il freddo della mente ma il caldo della passione con il rosso della vita.

Ci si sono messi di buzzo a uccidere la Passione quelli che si pensano adulti, come se vedere negli altri lo stesso loro sguardo morto e grigio, possa rendere più semplice la vita. Una psicosi, un’invidia, un virus, uno sguardo cieco. “Non voglio che gli altri  trovino quello che ho perso.”Dicono i grandi senza Passione.

Loro non sanno che quando la Passione è tanta non muore ma va in letargo, attenta a svegliarsi appena un raggio di sole  entra nella caverna.

La Passione per la Vita teniamola nelle mani, negli occhi, nelle labbra piene di baci da dare, negli occhi che sorridono,  nella mani che accarezzano e anche no, in ogni secondo della nostra vita altrimenti incomprensibile senza La Passione.


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CHI DICE DONNA DICE ….. DANNO?

E’ molto difficile parlare dell’universo femminile, possiamo però iniziare citando   la Bibbia:

Alla donna  Dio disse: “Moltiplicherò

 i tuoi dolori e le tue gravidanze,

 con dolore partorirai figli.

 Verso tuo marito sarà il tuo istinto,

 ma egli ti dominerà“. Genesi

E qui siamo già fritte.  Per chi non avesse interiorizzato il concetto, San Paolo di Tirso ne ha messo del suo:

“La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia. “

Questa cosa del dolore  e della sottomissione ci perseguiterà per tutta la vita: mestruazioni dolorose, parti dolorosi, sopportazione delle corna per amore della famiglia, rinuncia  ai sogni di una vita avventurosa  in cambio di una  vita come moglie e madre felice.

La nostra creatività si è espressa, quindi, in meravigliosi ricami, maglioni, centrini,  lasagne e ragù,  crostate, giardini e  case arredate, tutto dentro il nido dal quale potevamo uscire solamente  in compagnia del maschio protettore.

 Abbiamo cercato delle soluzioni:

“Cerchi la Donna nell’animo proprio l’accordo del senno colla modestia. Allora si temprerà ad energia, e si farà intelligente in virtù; allora sarà forte in giustizia e in prudenza, adorna d’interna bellezza, aliena da ogni fallace splendore, – e fatta dominatrice d’ogni sfrenato desiderio, affezionata al marito, ai figli, alla casa, comporrà sé medesima a divina armonia. “Anonima pitagorica

Nonostante la nostra costretta adattabilità…

Esiodo disse “Chi della donna si fida si fida dei ladri” ed anche Publilio Sirio continuò con  “La donna quando pensa da sola, mal pensa”.

S. Maughan nell’800, riprese il pensiero di molti:” La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo”

Ma alla fine, come potremmo definire una donna?

a) ll mistero di una donna è un dolore che non si rimargina e neppure si riesce a imparare. L’uomo non imparerà mai a essere donna e neppure una donna imparerà mai ad essere donna. Quando una donna nasce lo fa per sempre. Un uomo nasce solo per ferire, morire e ferire di nuovo; offendere, chiedere perdono, amare, amare di nuovo, di nuovo scappare, ferire, amare di nuovo e di nuovo morire. L’uomo vive per lasciare impronte nella neve, nell’illusione di fare traccia di sé. La donna la neve e il paesaggio che si farà primavera. La donna è una sfida che ti sfida. La donna è un ordigno, e l’uomo è un bambino che non riesce a capirci niente e lo distrugge, per piangere subito dopo e dare la colpa alle istruzioni. Ma la donna e il cielo non hanno istruzioni. (Filippo Timi)

questo lo dice un uomo

b) Simon De Beauvoir, filosofa, scrittrice femminista asseriva che la donna è un prodotto socio-culturale. Fatta eccezione del dato fisico e ormonale, non esiste alcuna differenza tra i due sessi: «è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna». In altri termini, «donna non si nasce, lo si diventa». Lo si diventa per scelta propria  o per effetto delle costrizioni sociali e dei pregiudizi culturali elaborati dai rappresentanti del primo sesso. Di certo non per natura.

Perché noi donne

Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia

 è una mancata verità che prima o poi succederà,

 cambia il vento ma noi no

 e se ci trasformiamo un po’

 è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi.

(Fiorella Mannoia)

In questi ultimi anni di risveglio di consapevolezze varie, ogni tanto guardiamo al nostro  passato :

Ogni donna è destinata ad essere madre […]. A questo fine il Creatore ha ordinato tutto l’essere proprio della donna, il suo organismo, ma anche più il suo spirito e soprattutto la sua squisita sensibilità. Di guisa che la donna veramente tale, non può altrimenti vedere né comprendere a fondo tutti i problemi della vita umana che sotto l’aspetto della famiglia.( Papa Pio XII)

Per continuare con considerazioni  scritte da donne:

Fra cento anni […] le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio […] l’idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: “Oggi ho visto una donna”, come si diceva “Oggi ho visto un aereo”. Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta.E questo lo scriveva Virginia Wolf.

 Mentre, per finire questa carellata di pensieri di vario genere, cito  una donna che oltre ad avere una voce  ha anche una personalità splendida:

 “””Il nemico più grande della donna è la donna stessa. Non riusciamo a sfilarci da sotto il calcagno dello schiavismo del maschio. Stiamo facendo la caricatura della femmina per cercare di andare insensatamente incontro ai supposti desideri della controparte. Tira qui, molla là, botulini, filler, acidi ialuronici, plastiche additive e delizie di questo tipo. Si vedono in giro donne con la faccia di Fantomas e il seno della Saraghina. Più oggetto di così si muore. Va bene che è nell’uomo che deve avvenire la famosa “alterazione fisica”, ma ciò non giustifica il massacro che stiamo operando su di noi. Siamo noi le prime a trattarci come dei pezzi di carne. Magari non sarà vero che le armi a nostra disposizione siano necessariamente e fisiologicamente pari a quelle del maschio, ma pari deve essere la dignità da esigere con potenza e assennatezza prima di tutto da noi stesse. Ma, visto l’andazzo, speranze poche. “”””(Mina)

“””””Sto fatto che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna mi sembra una gran cretinata. E’ la solita storia che puzza di mancia, di gratifica natalizia, di carità, di bel gesto nei confronti di noi donne, esseri inferiori. Io mi sono rotta leggermente le palle. E dietro una grande donna c’è sempre chi o cosa? Solo se stessa, temo.””” (Mina)


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Chi pensa?

         Rubrica di informazione sui fiori di Bach


Iniziando questa rubrica, avevo pensato ad un ordine:

  1. descrizione del fiore raccontando come è fatto e dove nasce
  2.  a cosa serve
  3.  quali  sono i modi per riconoscerne i bisogni

Poi  la mente mi ha gestito, saltellando un po’ qui ed un po’ là e quindi  ho deciso  che descriverò il fiore  di cui in questo momento ho bisogno e che or ora andrò a somministrarmi: il fiore dell’Ippocastano Bianco.

Il mio percorso lavorativo ha  – oltre l’insegnamento dei fiori di Bach – anche quello dello  Yoga Restorative, uno yoga meditativo  che insegna a vivere il silenzio, a lasciar andare i pensieri ed a ascoltare il corpo.  

Il fiore dell’ Ippocastano Bianco  ha gli stessi obiettivi: imparare a gestire la mente, proprio quella che gli orientali chiamano “ scimmia” dato che è una mente che parla incessantemente, mettendo  dentro la nostra testa riflessioni, frasi passate, sogni in divenire  con una modalità autonoma e indipendente. Insomma i pensieri ossessivi di cui non riuscite a liberarvi (ed anche di cui non riuscite a farne a meno).Quando noi diciamo  ”penso tanto” con il  tono orgoglioso di chi si sente particolarmente cerebrale ed attivo dovremmo semplicemente dire “ i pensieri mi comandano, vanno e vengono da padroni nella mia mente”. Pensare non vuol dire pensare  senza pensare quello che vogliamo, ma far nascere  pensieri collegati al nostro desiderio….sono stata chiara? Se vi concentrate ce la fate.

Esempi: state  studiando matematica o storia  o  inglese o altro. Non siete  presenti a ciò che fate, la vostra mente vaga in Irlanda – da dove venite – o in Autralia – dove desiderate andare. Impiegate  4 ore in un compito che – da persona che governa i propri pensieri –  necessiterebbe al massimo  2 ore, insomma non ci siete  e non ci state.

Vi svegliate alla tre del mattino. Vi arrivano orde di pensieri, belli e meno belli, fantasmi di cose fatte e di cose che mai farete amori dimenticati e multe non pagate,  paure di  furti  e di malattie… i vostri pensieri fanno  tutto quello che vogliono. Desiderate dormire  e ce la  fate alle 6…  la sveglia è alle  7.

La sintesi è solo una parola.

In questo momento  storico, è uno dei  fiori di cui l’umanità ha bisogno.

  • Il grande dono di Internet ci porta   continua distrazione e  grande difficoltà nell’essere presenti a quello che stiamo facendo.  Perennemente stimolati da cellulari, notizie, offerte, musiche e politiche varie è difficile per noi comprendere quale pensiero ci appartiene e quale invece appartiene all’etere (o – se vogliamo citazioni ganze –  agli archetipi dell’umanità).

Se sentite mumble mumble mumble  nella testa che  ribolle come una macchinetta da caffè, se riuscite a combinare poco perché non conoscete la  concentrazione..

Prendete 4 gocce del rimedio in un bicchiere d’acqua, bevetene a piccoli sorsi in qualche ora. Meglio sarebbe se riusciste a berne un poco di quest’acqua, prima di chiudere la luce infilandovi sotto le coperte. E’ la notte che l’inconscio esce allo scoperto, con sogni e movimenti strani ed è meno nascosto e mascherato, per cui le informazioni di pace tranquillità e non invasive dell’ Ippocastano Bianco  possono essere interiorizzate facilmente dal vostro io interno. (anima, sé superiore, es..chiamatelo come volete se lo volete chiamare, altrimenti pensatelo, vedrete che comunque vi risponderà prima o poi)

Al prossimo fiore.

 Se avete qualche interrogativo che vi trottola nei due emisferi,  fatelo rotolare a  cavallo di qualche domanda   e chiedete. Se sarò in grado di darvi  una risposta, lo farò. Grazie a Pietro Vanessi ed alla capacità di comprendere facendoci sorridere pensando.


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San Valentino se ne è andato. Smartphone I love U.

Vi regalo qualche riflessione  sulla festa  appena conclusa, perché le aspettative sono importanti ma lo sono anche le delusioni .Vi propongo di fermarvi per un momento e di meditare   su ciò che è accaduto nella giornata del 14 febbraio scorso.

Innanzitutto una domanda: quanti di noi sanno perché san Valentino proteggerebbe gli innamorati? Ve lo racconto.

San Valentino era il vescovo di Terni, autore  di numerosi miracoli ma diventa il Santo protettore degli innamorati o “santo dell’amore”  celebrando il matrimonio fra il legionario romano Sabino ed la giovane cristiana Serapia. Il 14 febbraio 273 d.C. San Valentino viene ucciso,  per ordine del prefetto romano Placido Furio. La sua colpa sarebbe stata quella di aver sostituito con un sacramento religioso cristiano l’antico rito pagano della festa della fertilità, i Lupercalia, consacrato al dio Lupercus. Il 14 febbraio quindi è la data di un omicidio.. Proteggere gli innamorati non è poi un grande affare!!!

Non voglio neppure immaginare né sapere i possibili anelli, cuoricini cioccolatini e rose rosse, cene a lume di candela, massaggi erotici.. noi umani ci siamo impelagati in sabbie mobili dalle  quali l’uscita è complicata.

Altra domanda: Cosa avete combinato il 14 febbraio? Scenari possibili:

Siete  in coppia da qualche decennio: Valentino è un nome che ormai non viene  nominato da anni.

Siete in coppia  da qualche anno e ci sono stati segnali di crisi violenta, San Valentino forse è stato recuperato.

Siete una coppia che si frequenta da qualche mese e probabilmente vi siete gettati bulimicamente in un’orgia di cene, rose rosse, calzini, sex toys e ritiri in spa con massaggi in coppia.

Se siete una  coppia che si frequenta da qualche giorno, il  14 può essere diventato un ponte:
“Mi, gli piaccio,mi ha invitato a cena, siamo noi due soli”

“Non gli interesso” esce con gli amici.

Più complicato quando l’amore non è ufficiale  ma nascosto, quindi messaggi, foto di cuoricini e lacrime di nostalgia diventano acredine verso l’amore ufficiale.

Ben sappiamo che la festa di San Valentino è più amata dalle donne, quelle che ancora credono che la relazione a due sia il viatico per la felicità e che il biglietto che troveranno dentro il bacio perugina (esiste ancora?) sia il mantra che le condurrà all’illuminazione amorosa.Per gli uomini spesso è l’ennesima scocciatura alla quale si devono adeguare per  sottolineare al mondo intero che anche loro sono romantici e sentimentali, che anche loro dormono abbracciati ad un cuore enorme di peluche e che le rose rosse sono importanti perché i petali rossi sono migliori di quelli bianchi delle margherite m’ama non m’ama.

Certo, dovremo smetterla con queste feste imposte e programmate. Decidere senza confusioni e litigi se avere un giorno d’amore, quello proprio della coppia, quello che noi due ce ne andiamo a cena senza i pupi, senza amici, senza televisione e soprattutto senza cellulare.

Questa è l’ultima domanda che segue la riflessione più importante:

che regalo avete fatto al vostro cellulare per San Valentino?

Che diciamolo pure, è l’amante. Vostro ed anche del vostro compagno/a. Perché sicuramente “Smart” è stato dignitosamente chiuso nella borsetta ed ogni tanto controllato velocemente (scusa attendo un messaggio) o addirittura abbandonato con leggerezza sul tavolo per poter sfiorare con gli occhi i cambiamenti di luce dello schermo.. ci saranno stati selfie poco dignitosi fatti in camera da letto in momenti di intimità (da ricordare?), wattsup che vi hanno allontanano dalla bocca dell’altro per permettervi di controllare chi vi ha scritto, o foto dei fiori ricevuti e del cibo acconciato nel piatto del ristorante “noi due soli”, del vostro tacco 18 e del suo stupendo giubbotto preso in saldo… una relazione a 4. Voi due ed i vostri SmartPhone.

Milioni di disattenzioni “all’amato” per il vero amore: lo Smartphone.


Se non lo avete ancora  fatto, vi consiglio di rimediare subito con un nuovo cover, o degli auricolari, dei  vetri temperati, un nuovo adattatore.

Se qualcosa nel vostro San Valentino non vi è piaciuto, rimediate, regalate al vostro amore qualche accessorio diverso, colorato e divertente. Smartphone I love U.

Ringraziamo il grande Pietro Vanessi e le sue stupende vignette.